Restauro mobili antichi

Sei in: Home > Restauro > Le tecniche di intervento

tecniche di intervento

Le tecniche di intervento in questo campo sono più o meno le stesse da molti anni, anzi da sempre, in quanto tutte le varie fasi vengono eseguite a mano.Tutto questo per rispettare il mobile d'antiquariato.

La fase più comune è quella della pulitura, che si pratica se la vernice non è troppo rovinata. Questa pulitura si può ottenere o con delle misture di olio di lino, alcool, acqua ragia, o con del sapone di marsiglia, anche con della soda caustica, anche se è molto invasivo e si rischia di rovinare la fibra del legno.

La sverniciatura serve per ripulire il mobile della vernice vecchia, rovinata, o da restauri precedenti fatti con vernici sbagliate. Questa fase si attua con dello sverniciatore chimico e la paglietta e può richiedere più passaggi.

Dopo questa fase solitamente si passa alla conservazione quindi all'antitarlo: in questo momento, grazie alla precedente fase di pulitura, il liquido preservante penetra più in profondità, incontrando la barriera data dalla vernice.

Il mobile a questo punto viene lasciato "riposare" per almeno venti giorni: viene avvolto in un nylon o riposto in una camera apposita, in modo che il liquido antitarlo faccia il suo effetto.

Dopo l'adeguato periodi di riposo, si passa alla fase del restauro vero e proprio, quindi incollaggio delle parti scollate, sostituzione o ricostruzione di parti mancanti o danneggiate, costruzione tasselli o incastri, sistemazione porte, cassetti, gambe, ecc.

Si procede poi con la fase di stuccatura, in modo da chiudere tutti i fori dei tarli e le piccole fessure presenti nel legno. Lo stucco viene preparato a gesso e con varie colorazioni aggiungendo le terre, in base al tipo di legno con cui è costruito il manufatto, in modo che una volta lucidato si veda il meno possibile.

Il mobile viene poi carteggiato a mano, per rispettarne il più possibile la"patina", infine si passa alla fase della lucidatura. Questa è la fase sicuramente più delicata e forse la più difficile, nella quale si vede maggiormente l'esperienza e la mano del restauratore. Dopo aver sciolto la gommalacca in alcool al 99% ed averla lascita riposare, si passa alla lucidatura a tampone, che non è altro che un batuffolo di cotone idrofilo avvolto in un panno di cotone o lino. Una volta imbevuto il tampone con la gommalacca, lo si passa sulla superficie del mobile facendo movimenti regolari ed omogenei, senza passare troppe volte sullo stesso punto per non bruciare la vernice. Questa operazione viene ripetuta più volte per più ore e per più giorni, aggiungendo pietra pomice o olio paglierino a seconda del grado di lucidatura. L'ultima fase consiste nel passare il tampone imbevuto solo di alcool: questo lavoro è molto delicato ed impegnativo, ma conferisce lucentezza e brillantezza alla verniciatura.